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la siderurgica Lombardi cura la vendita all'ingrosso e vendita al dettaglio nella zona della Marsica, a Roma, abruzzo e lazio di profilati in ferro, Trafilati, Lamiere, Travi, Grigliati, Sagomati in ferro battuto, Ferramenta, ferro per costruzioni, TUBOLARI sezione tonda, quadrata, rettangolare, ovale - neri e zincati - TUBOLARI: per serramenti - LAMINATI: piatti, tondi, quadri, angolari, elle, T NP, IPE, HEA, HEB - LAMIERE: nere, decapate, zincate piane ondulate, grecate, striate, bugnate, stirate, forate - RETI: elettrosaldate e ondulate - TRAFILATI: tondi, quadri, piatti - GRIGLIATI: per recinzione, pedonali, grate grezze e zincate, gradini neri e zincati - PANNELLI COIBENTATI: per coperture, per parete - POLICARBONATO: alveolare liscio e grecato - FERRO BATTUTO: con ampio assortimento - FERRAMENTA: paletti recinzione, reti plastificate, serrature, accessori per serramenti e portoni industriali, ruote e cardini per cancelli carrabili, minuterie varie. Directory Sicurezza sul lavoro, si cambia: ecco le nuove regole Se ancora non avete regolarizzato la vostra azienda al d.lgs 81/08 potrete contattare i nostri uffici allo 069968439 e richiedere un preventivo gratuito, i nostri prezzi per l'adeguamento al testo unico per la sicurezza sono molto competitivi e operiamo su tutto il territorio nazionale. Rimane l'arresto, cambiano le sanzioni. Approvato ieri in Consiglio dei ministri il decreto legislativo in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel documento di valutazione di rischio a cura dell'azienda dovranno essere inserite anche le forme di lavori ''precario, interinale e a termine''. Il testo sarà ora sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni e al parere delle commissioni parlamentari competenti ROMA - È stato approvato ieri in Consiglio dei ministri il decreto legislativo in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le finalità dichiarate dal governo: raccogliere alcune delle numerose segnalazioni di criticità emerse nei primi mesi di applicazione del Testo unico e migliorare le regole sulla sicurezza in un'ottica che tenda a favorire la chiarezza del dato normativo. Particolarmente rilevante e oggetto di acceso dibattito è la rivisitazione dell'apparato sanzionatorio. Nel testo del decreto legislativo si legge: si puniscono 'con maggiore gravità gli inadempimenti commessi in realtà lavorative connotate da un particolare pericolo per coloro che ne entrano a far parte, 'proporzionando' le sanzioni e tenendo conto del rischio di impresa'. L'arresto resta come prima, ma cambia il sistema delle sanzioni, ha commentato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi al termine del Consiglio dei ministri, precisando che il governo è intervenuto solo per meglio definire i confini tra sanzione penale e amministrativa. Se per l'arresto 'rimane l'impianto che c'era prima' - ha detto Sacconi - per la pena pecuniaria si è seguito 'un criterio ragionevole', quello cioè di prendere come base i valori fissati nella legge 626 del '94 e aumentarli del 50%, con il risultato che, rispetto alla normativa attuale, la sanzione 'qualche volta è di più, qualche volta di meno'. Un'altra novità è poi rappresentata dell'introduzione di una sorta di 'scala mobile, un meccanismo automatico di adeguamento'. Nel decreto legislativo vengono estese alcune protezioni ai lavoratori precari, ha riferito Sacconi, che ha spiegato che nel documento di valutazione di rischio a cura dell'azienda dovranno essere inserite anche le forme di lavori ''precario, interinale e a termine'' perché si tratta di lavoratori esposti a ''maggior rischio''. Sacconi ha poi contestato l'idea che 'più c'è sanzione e più c'è sicurezza', perché 'se è vero che l'insufficienza delle sanzioni può determinare insufficienza di deterrenza', è anche vero che 'sopra una certa soglia' la sanzione rischia di tradursi in una 'attenzione solo sugli aspetti formalistici e in una disattenzione su quelli sostanziali'. 'L'arresto - ha sottolineato - rimane come unica sanzione nel caso di alcune violazioni non solo sostanziali ma anche significative dal punto di vista sostanziale'. In altri termini, 'i casi di arresto esclusivo restano gli stessi', anche se in 'pochissimi casi' di violazioni solo formali (ora c'è l'arresto in alternativa all'ammenda) si è optato per la sanzione amministrativa. Quanto alla pena pecuniaria, il criterio è quello di mantenere la sanzione su un piano penale nel caso di 'violazione solo sostanziale', derubricandola in amministrativa se la violazione 'è solo formale'. Insomma, il governo - ha sintetizzato il ministro del Welfare - ha definito con più rigore i confini tra sanzione amministrativa e penale. Dopo la prima lettura in Consiglio dei ministri il testo andrà alla Conferenza Stato Regioni e poi alle commissioni parlamentari competenti. 'Arricchirò l'iter con la consultazione delle parti sociali' ha promesso Sacconi. 'Confido in una larghissima condivisione' ha sottolineato poi, spiegando di aver già cercato questa condivisione e assicurando che la cercherà ancora durante l'intero iter del provvedimento. (28 marzo 2009) L'acciaio, che è una lega di ferro e carbonio viene prodotto in due fasi col ciclo integrale o in una fase col ciclo forno elettrico: Ciclo integrale: in una prima fase si ha la ghisa che è ridotta o fuso utilizzando coke e calcare; in una seconda fase viene abbattuto l'alto contenuto di carbonio contenuto nella ghisa e vengono eliminate altre impurezze (tra cui zolfo e fosforo)per avere l'acciaio. Ciclo forno elettrico: Il rottame di origine acciaiosa viene ri-fuso in forno elettrico. L'acciaio viene in seguito colato (ad esempio in lingottiera), o colata continua, e quindi può essere forgiato o laminato. Attualmente la maggior parte delle acciaierie dispone solo dei forni elettrici per minori costi impiantistici, maggiore flessibilità lavorativa e qualitativa rispetto al 'ciclo integrale', quello che prevede l'altoforno e gli altri complessi impianti a corredo come la 'cokeria' ed il 'cowper'. Gli impianti con altoforno, denominati a 'ciclo integrale' riprendono con nuova tecnologia la fabbricazione della ghisa e del ferro dei primordi, come ad esempio i piccoli forni dei Fenici, visibili nel magnifico piccolo museo di Piombino. Quello che era chiamato FERRO era frutto della fusione del minerale di ferro in un piccolo forno verticale, riscaldato e portato ad alta temperatura grazie alla combustione con fascine di legna, col fuoco mantenuto acceso per lungo tempo giorno e notte. Il ciclo integrale moderno ripropone quanto descritto sopra con l'attività fenicia, aggiungendo tutte le potenzialità e le migliorie tecnologiche attuali. ne consegue quindi alta produttività e massima resa del minerale impiegato. Da sottolineare come la scoria derivante dalla produzione, frutto in parte dalla fusione del calcare aggiunto al minerale ferroso, chiamata 'loppa', sia impiegata per la produzione del cemento da costruzione edilizia. La ghisa prodotta con l'altoforno poi viene trasportata, tramite speciali contenitori posti su treno denominati 'carro siluro' per la tipica forma, e versata nei forni di affinazione con ossigeno ossia i 'convertitori ad ossigeno'. Si tratta di contenitori in acciaio rivestiti con mattoni refrattari ad alta resistenza, dentro ai quali una volta versata la ghisa con una piccola quantità di rottame di scarto avviene l'ossidazione tramite l'insufflazione a velocità supersonica di ossigeno usando una lancia verticale di acciaio, che ha al suo estremo inferiore una seria predefinita di fori. Questa lancia naturalmente è raffreddata al suo interno con passaggio forzato di acqua per evitarne la dissoluzione nell'acciaio trattato. Dopo circa 40 minuti di trattamento la ghisa è trasformata in acciaio e può essere colato per i processi metallurgici successivi. Gli impianti dotati di forno elettrico (in gergo internazionale EAF) di uso molto vasto e prevalenti a livello mondiale, dispongono di minore personale e possono essere fermati senza problemi tecnici in ogni momento per manutenzioni generali, riduzione di produzione, feste nazionali, ecc. Inoltre i moderni forni, a partire dagli anni 70 hanno avuto un forte sviluppo tecnologico consentendo alte produzioni quantitative, qualità significative, risparmi per ferroleghe, refrattari, elettrodi. Anche in termini quantitativi i forni o EAF sono passati dalle 20-30 ton degli anni 60 alle attuali capacità da 90 a 300 ton. Come media siamo giunti a colare almeno 80-100 ton di acciaio a forno, con rapidità ed analisi chimiche complesse. I diametri di questi forni elettrici sono di 5-14 metri circa in funzione della capacità fusoria. Ogni ora è possibile preparare 1 colata e quindi passare ad un' altra. L'organizzazione produttiva prevede che il forno raggiunga rapidamente la fusione del rottame, l'acciaio grezzo venga scaricato svuotando il forno, la finitura del processo per arrivare alle analisi volute siano realizzate in un secondo impianto denominato 'ladle furnace' o 'siviera forno', ossia una sorta di contenitore di acciaio rivestito di apposito refrattario, dentro al quale si raggiungono le necessarie temperature sempre con l'uso di energia elettrica (trasformatore ed elettrodi)e l'aggiunta delle ferroleghe previste. Il forno elettrico nella fusione usa l'energia elettrica scaricata al suo interno tramite elettrodi di grandi dimensioni in carbonio (diametro di 600-900 mm.)e l'energia chimica grazie all'insufflazione di ossigeno, metano, calce in polvere e carbone impalpabile. Questi composti sono in grado di aumentare la temperatura interna al forno in breve tempo, aumentando la flessibilità del sistema. Un ruolo molto importante è dato dal rivestimento refrattario interno a base di magnesite-carbonio a diverse analisi a seconda delle zone, quindi delle diverse sollecitazioni. Il tema del refrattario è complesso ed ha avuto uno sviluppo significativo, in particolare a partire dalla fine degli anni 70 quando sono stati testati in forno elettrico i mattoni refrattari a base di magnesite e grafite miscelati insieme con un processo produttivo innovativo. Ma numericamente come sono suddivisi gli impianti in funzione del tipo di processo? Per dare una idea valida a livello mondiale, in Italia gli impianti di altoforno attualmente si trovano soltanto a Piombino e Taranto. Prima gli altoforni erano presenti anche a Genova Cornigliano e Bagnoli. Invece gli impianti con forno elettrico sono presenti in Italia col numero di 35 circa. Il confronto pertanto lascia intendere la notevole differenza tra i due processi. Notiamo infine come gli impianti con altoforno creano difficoltà a livello ambientale, per fumi ed emissione di gas nocivi.
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